fbpx

Quando il management si tinge di rosa

ursula fusco

La maggior parte delle imprese è accomunata dalla caratteristica di aver una visione di lungo periodo ma il difetto è quello di avere una certa rigidità nei cambiamenti. Per questo motivo le donne, vera risorsa per la creazione di valore delle aziende, sono state sinora limitatamente considerate nella letteratura manageriale. Gli studi sulla presenza delle donne nel contesto d’impresa, sono di recente acquisizione e mostrano risultati sbilanciati a favore di cliché di genere, da cui emerge la figura di una donna “invisibile”.

L’invisibilità delle donne può maggiormente affiorare quando le stesse siano parte di un contesto dove erroneamente si crea una visione individualista dell’imprenditorialità che porta ad attribuire l’attività imprenditoriale esclusivamente all’universo simbolico maschile. Ciò che emerge con maggior vigore, tuttavia, è che negli ultimi anni si è evocato una sorta di “cambio della guardia di genere” rispetto al passato e si è registrato un graduale sovvertimento delle consuetudini. Il gentil sesso, in passato impegnato in ruoli sostanzialmente più marginali, di back-office e di “cornice” (amministrazione, contabilità) rispetto ad attività core, oggi si assesta con sempre più vigore nelle posizioni di spicco all’interno del processo di gestione dell’impresa: si stima un incremento di circa il 30% di donne che ricoprono cariche di vertice. L’ingresso di un maggior numero di donne negli organi di governo contribuisce a creare valore economico e migliorare la performance societaria. Le donne, infatti, apportano conoscenze, competenze ed esperienze complementari rispetto a quelle maschili, fondamentali per la sopravvivenza e lo sviluppo delle imprese.  Inoltre, la loro presenza nel CDA riduce il rischio di default dell’impresa aumentando la reputazione aziendale agli occhi degli stakeholder interni ed esterni.

Il concretizzarsi di prospettive di carriera ai più alti livelli decisionali facilita la creazione di un ambiente di lavoro women friendly all’interno dell’impresa, che incentiva l’impegno e la dedizione delle dipendenti. Questo stile di leadership “morbido” rende più flessibile la gerarchia, il dialogo ed i rapporti. Con l’avvento delle donne ai vertici si assiste a un nuovo cambiamento: il superamento del modello di leadership transazionale: imperniato su incentivi e su remunerazioni economiche, portando alla luce un modello di leadership più interattivo: che ottimizza le relazioni interpersonali, i valori aziendali, il senso di appartenenza, la condivisione di una visione strategica, e che si adatta alla dimensione imprenditoriale moderna. La leadership trasformazionale che ne deriva è carismatica, persuasiva, flessibile e cooperativa; l’insieme di questi tratti rappresentano un sicuro valore aggiunto nelle aziende, la cui gestione si caratterizza fortemente per l’instaurazione e il mantenimento di solide relazioni interpersonali.

Post Correlati